martedì 23 giugno 2009

LIBRERIA D'ANGOLO


Forse un po' provati dal continuo viaggiare, ieri siamo andati a mettere benzina, facendo affidamento sulla lancetta della temperatura dell'acqua posizionata sul cruscotto... che segnava mezzo serbatoio. Così dopo solo 10 dollari la benzina è schizzata fuori e il rifornimento è stato interrotto. Ce ne siamo accorti quando siamo ripartiti perché il radiatore che avevamo scambiato x il serbatoio continuava a segnare mezzo pieno, e volevamo andare a protestare dal benzinaio. 
Va bene, siamo stanchi.

Ieri visitata spettacolare libreria in pieno centro a Vancouver: un ammasso di libri usati, stipati in scaffali alti fino al tetto, rigorosamente di legno, appoggiati sui tavoli e in pile sul pavimento. Ne avevo visto la foto alla Vancouver Artgallery, in uno spazio espositivo riservato alla fotografia, bello denso. Ci eravamo incantati davanti alla quantità spropositata del materiale di lettura che veniva mostrato nello scatto: leggevamo i nomi delle etichette attaccate sul bordo delle librerie, i titoli delle opere straordinariamente definiti e ci dicevamo:"Guarda qui...". Tanto che ho pensato che si trattasse di un montaggio. Ma la realtà supera sempre la fantasia, e ieri, ho realmente visto quel posto.
All'ingresso l'odore della carta usata e polverosa assale. Poi è come viaggiare in un mondo di parole che avvolgono il visitatore o l'acquirente. Migliaia, centinaia di migliaia di libri ovunque, in scaffali o pile, appena editi o vecchi di anni. La mano viene attirata dalle rilegature dei primi anni del secolo passato, dove all'interno delle copertine si leggono dediche a nipoti e amati, su titoli a me sconosciuti. Le parole rimangono sospese nell'aria e non c'è bisogno di parlare. Rari ventilatori le mischiano l'una con l'altra e le spostano da pagina a pagina. I tappeti che coprono la moquette, sono inchiodati a terra da lunghe strisce di nastro adesivo marrone, quello per pacchi postali, come a voler impedire che lo stregato visitatore, paghi con una caduta l'attenzione portata ovunque, ma non al suo procedere. Libri d'arte, un'intera edizione dell'enciclopedia britannica a poco più di cento dollari, un libro di Umberto Eco, C. Dickens, un vocabolario d'italiano, un elegante edizione tascabile per una frase della Bibbia al giorno... E di più, di più. E tra le moderne edizioni spiccano i volumetti rilegati con cura dei primi del '900: impossibile il paragone tra la bellezza di un libro antico e quella di un libro fresco di stampa.
Mi sembra di aver visitato la libreria di "84 Charing Cross Rd", anche se nell'immaginariodi quell'epistolario come nella rappresentazione del film, questa appariva MOLTO più ordinata. Ma lì si era nell'Inghilterra del secondo dopoguerra, cibo razionato ed orgoglio intatto, e si vendevano libri e stampe rare. Qui si avverte che il motto sia "ricerca". Per trovare bisogna perdere tempo, lasciarsi guidare dalle poche indicazioni e dall'istinto. Ma più che dall'istinto dal sentimento, dall'affetto che chi frequenta questi templi ha certamente per i libri come oggetti, come forme di cultura, come compagni di vita.
La mia edizione di Emma, nei tascabili Mondadori non ce la troverei mai qui. E forse non ce la verrei mai a cercare. Ma a me fa compagnia comunque.
Buonanotte, domani si torna due fusi indietro, verso la città di Cartoonia: Saskatoon. Ancora Canada.

5 commenti:

Luca ha detto...

mi lascia il sapore e l'odore della carta come la libreria di un vecchio film per bambini

ignominia ha detto...

bel post Giampi, ispirato davvero. questi sono i posti dove ROger può passare una giorno o due: ce ne sono vari nel mondo ma stanno scomparendo: uno a New YOrk è conosciutissimo, credo di avere anche un mug serigrafato di esso. Lì ci ha trovato Grey's Anatomy che nuovo costa un paio di centinai di Euro per pochi dollari. SOno luoghi affascinanti, specie nel nuovo continente dove il vecchio non si trova facilmente. DOve con i nuovi grandi magazzini del libro si supplisce con le raccomandazioni di Oprah alla scarsa cultura generale. Se uno fosse portato a fare il ricercatore di tomi queste sono vere e proprie Mecche - a me purtroppo l'odore di polvere e carta in disfacimento fanno effetto lassativo (non scherzo!) e quindi devo scappare al bagno dopo poco, per cui duro poco in questi magazzini, ma la cosa più remunerativa di comprare i libri usati è prorio quella delle dediche, dei commenti a margine, che aggiungono valore e sostanza al contenuto stampato.

ignominia ha detto...

ti spio, sei o eri al Hilton Vancouver Metrotown vero? Ho messo il counter in fondo alla pagina e mi dice chi clicca e da dove.... mi sento tanto "Hacker" ;-)

Melinda ha detto...

Esattamente come diceva Ellen, ricordi? La sensazione di toccare pagine già toccate, leggere righe già lette, notare le note di altri, e chiedersi se esiste una fratellanza tra sconosciuti attraverso le pagine di un libro.

Melinda ha detto...

Questa cosa mi spaventa! Ma che è sto counter? Sì, ho scritto da lì. Vediamo se stasera mi becchi.