giovedì 1 ottobre 2009

CON CALMA, PLEASE



Stamani mi sono presentato al mio non lavoro di raccoglitore con tutte le energie, la volontà e l'adrenalina che la forzata inattività infilano nel corpo di un essere umano. Più che Melinda sembravo LUISA, quella che comincia presto, finisce presto e di solito... Avevo tutto: zaino con borraccia d'acqua, altrimenti Igno m'infama, forbici da potatura quasi nuove e certamente affilate ed abiti campestri: pantaloni vecchi che appena si chiudono in vita e quindi si sono fatti un po' cortini sulle scarpe, maglietta bucata in varie parti. Sembravo Scarpantibus.
Mi aspettavo del lavoro duro, pesante, anche se veloce, ero l' action man de noartri. La versione milanese del contadino precisino.
Ma c'è sempre un MA che può sorprendere.

La vita va vissuta con lentezza e ne ho avuto una dimostrazione.
Arrivo alle 8,30, mi presento praticamente con le forbici in mano e mi fanno parcheggiare con garbo. Un nugolo di cinque cani mi abbaia tutta l'indignazione per l'intrusione. Magari li ho pure svegliati.
Poi ci si siede a prendere il caffè, visto che colazione l'avevo fatta e non necessitavo di carboidrati. I cani entrano in casa e mi odiano profondamente.
Poi, con calma, molta, magari aspettando che la giornata cominci ad asciugare i grappoli dalla brina, si fa un giro d'ispezione per il terreno, con spiegazione di coltura e beghe varie col vicinato. Visita al pony, pollaio, orto, serra. assaggio di un frutto legnoso, forse una giuggiola, che mi fa schifo.
Solo molto più tardi si inizia a cogliere. Senza pause.
Ma a mezzogiorno abbiamo finito.
Pausa sigaretta.
Chiacchierata sulla sedia, io che cerco di rendermi utile alla padrona di casa che sta di pignatta, portandole la legna per il forno. Rilassati Mel!
Altra chiacchierata, visita della casa e altro orto con pomodori e ficaie.
Altra chiacchierata con i cani che finalmente si fidano di me e si precipitano in tre su di me.
Pranzo dall'una alle due, primo, secondo, contorno, frutta, caffè finale e sigarettina con calma.
Verso le due e mezza si passa alla frangola per mettere il mosto nei tini d'acciaio.
Alle quattro è tutto finito, persino un accenno di pulizia ai macchinari e alla cantina è stato fatto: i padroni di casa provvederanno al resto... domani. I graspi sono nella carriola e non sono stati allontanati dalla cantina, le cassette sono tutte da passare con l'acqua. Qui il fantasma perfettino di mio padre avrebbe già avuto un ictus non potendo ripetere l'infarto che l'ha creato: ancora lo ricordo che sbraita mentre dirige le operazioni di pulizia dei materiali usati, dei macchinari usati, delle forbici usate che vanno contate come in sala operatoria, del carrello del trattore usato e intima a coloro che si occupano dei graspi, di portarli il più lontano possibile nel perimetro del campo, altrimenti il vino inacidisce, i moscerini raggiungono il mosto. Ci mancava solo che ci chiedesse di dare la cera alla carrozzeria del trattore alla fine della vendemmia. E se non lo faceva era solo perché non aveva la cera per trattori.

Ma torniamo ad oggi. Altra seduta in giardino, altra chiacchiera pacifica sui massimi sistemi: gli infissi.
Alle cinque, dopo aver ringraziato - IO, sì io ho ringraziato per questa giornata - risalgo in macchina e mi avvio a ritornare in città: ho uova fresche nel paniere, un bottiglione di vino tra l'atro buono, e dei pomodori cuore di bue che ho affettato stasera sulla schiacciata con crudo che mi sono imbandito per cena.
Un sogno.
Vivere con lentezza.

4 commenti:

ignominia ha detto...

Che bello Mel, ti sei proprio rigenerata, si vede e sente anche dal tuo scritto! I ritmi giusti, umani, il cibo sano e i rapporti veri, non dovrebbe essere sempre cosi?
blegg

Luca ha detto...

Ma guarda un po, non mi dire che hai assaggiato il relax lavorativo! Ho ritrovato la nostra vendemmia, con i sapori, gli odori, e gli urlacci del capo fattoria. Grazie di questi ricordi.

Melinda ha detto...

Sempre, sempre, sempre.
Luca, un bacio per le tue parole

Ros ha detto...

Ma che meraviglia, sono proprio contento che tu stia facendo queste esperienze. Vivere in fretta sembra sempre la cosa giusta da fare ma è bello gustare il tempo in santa pace.