sabato 31 dicembre 2011

ULTIMO POST DELL'ANNO



coserosse.org

Buone notizie: E' NATA una nuova isola nel Mar Rosso.
Non ha ancora un nome, alcuni dicono che non lo avrà mai, e non si sa per quanto rimarrà a fare bella mostra di sé prima di scomparire tra i flutti. Ma intanto è nata. Il lieto evento è stato annunciato dalla NASA grazie ai satelliti sguinzagliati nello spazio a guardare giù: loro sanno tutto!!!

Mi fa star bene, mi dice di un pianeta giovane, vitale, ancora in movimento e forse è quello che ci vuole per arrivare alla fine dell'anno con un briciolo di ottimismo.


Altra buona notizia: ad ora posso affermare che quest'anno c'è stata una drastica diminuzione degli SMS a catena di Sant'Antonio - quelli impersonali, tutti uguali, che venivano spediti a raffica subito prima della notte Santa o la fine dell'anno - e che tanto mi avevano fatto inveire il Natale scorso, per la loro sciocca inutilità e certa capacità di far perdere tempo. Più che la potenza del Blog e tutte le mie invettive al riguardo, poté il fiato corto della crisi economica? O forse non ho più tanti amici dopo quel post natalizio?

Il mio lato B. dichiara che gli va bene anche così. SAVASANSDIRE.


Ultima buona notizia: siamo finalmente arrivati a mostrare il luogo a cui sono destinate le supposte nelle pubblicità TV.
Ci mancava, mi mancava, è un atto di civiltà che ci tocca tutti. Certamente uno degli ultimi interventi legislativi di un qualche Ministro delle Pari Opportunità
.
E che è! Abbiamo visto per anni dove s'inseriscono le pillole, dove sciacquavano i collutori, dove lucidavano gli spazzolini, dove s'intrufolavano i cotton fioc, dove andavano spruzzate le acque marine, dove si versavano le gocce di collirio;
potevamo NON mostrare che lato del corpo si arrende alla supposta?
Sì.
Invece ci hanno voluto deliziare con quell'immagine trasparente del fondoschiena, con il medicinale ben evidenziato che s'infila dritto, verticale come un razzo, sù per le vie ombrose giammai avant'ieri mostrate.

Ed ora che sono davvero più contento, mi accingo ad auguravi un felice 2012. Per quel che mi riguarda... impossibile che non sia meglio di questo agli sgoccioli.



venerdì 30 dicembre 2011

CARLO ALBERTO


coopserena.org


Il papà orgoglioso, ma anche un po' stizzito, incita il figlioletto a sbrigarsi attraversando la strada: "Dai muoviti, CARLO ALBERTO!"....

Dal dentista in sala d'attesa mi sorbisco le chiacchiere di saggezza basica della receptionist. La giovane cliente - idiota - dice che per una telefonata ricevuta dallo stesso studio dentistico durante un compito di mat., ha avuto una nota dal professore. Mannaggia... Tutti al bancone risultano concordi nel condannare chi ha fatto la chiamata in un momento inadeguato.
E non l'idiota che non aveva spento il cellulare in classe.

Sempre dalla receptionist alcuni consigli per superare la crisi, che è mondiale e quindi poco imputabile alla conduzione dell'amministrazione pubblica fin qui.
Non pagare le tasse.

Poi sono passato dalla banca che non da mutui a chi ne ha bisogno e da quella che te li da solo dopo averti fatto fare un discreto scoperto di conto di pari importo...

Insomma, mi ripeto: ma in che mondo vivo?
Meno male che tra un po' finisce.


lunedì 26 dicembre 2011

RICHIESTA VATICINI


blog.libero.it


Forse chi è esperto in lettura di significati reconditi mi può aiutare a risolvere il mistero. O a capire, FINALMENTE e più o meno PRONTAMENTE, qual'è il significato, quale messaggio vuole comunicare l'Universo quando tutto quello che riguarda l'elettricità va a puttane.
Va bene anche chi sa leggere i fondi delle tazzine, vaticinare il volo delle rondini o interpretare i capezzoli come Solange.

Perché non può essere un caso che sotto Natale manchi la... LUCE...

Vado a prendere l'auto e la batteria.... MORTA. Senza motivo apparente: luci spente, luci di lettura spente, sportelli chiusi. La batteria ha pochi mesi di vita e la macchina sta al coperto, quindi non ci sono fattori atmosferici ad aumentare lo sculo. Risultato: appiedato per tre giorni, ammesso che domani trovi un elettrauto disponibile.

Stasera salta il tappo di una bottiglia di vino posta sulla rastrelliera con le altre bottiglie di vino chiuse: il fiume rosso sommerge una ciabatta a cui è attaccato l'unico televisore nuovo di casa e fa saltare la corrente, che riesco a ripristinare solo dopo un'ora di straccio e bestemmie... A proposito: non fatevi venire in mente una qualsiasi emergenza tecnica nei giorni di festa che potete morire in attesa che qualche tecnico vi risponda al telefono. Fancù!

Ora. Siccome credo che nulla avvenga per caso, chiedo: che mi vuole dire l'Universo? Cosa devo staccare? Quali contatti non funzionano più?

Si accettano tutte le ipotesi.
Grazie.

sabato 24 dicembre 2011

HER NAME IS MELINDA





BUON NATALE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


MI PIACCIO COSI' COME SONO


risposte.guidaconsumatore.com

Mi guardo in giro all'edicola:
trovo che l'offerta ormai sia debordante.
Tra le varie copertine cartonate di DVD/BLU RAY, i cumuli di volumi di enciclopedie, libri illeggibili con copertine che opporranno una fiera resistenza all'apertura, i CD di classica o new age, fuoriesce la faccia dell'edicolante, che immagino debba avere una laurea in logistica dei materiali inerti. Se esiste. La laurea...
Cerca di sorridere e ci riesce.
Chiedo "La Settimana Enigmistica" e mi consolo vedendo che continuano a pubblicarla e non è cambiata di molto dall'ultima volta che l'ho acquistata.
Quel pezzo di immutabile storia dell'editoria tra le mani trasmette sicurezza.

Ma sono curioso e continuo a guardare in giro: con tutto 'sta roba appesa l'edicola sembra una cosa gonfia, ballonzolante, poderosamente stracarica. I materiali amorfi fanno ormai parte della struttura metallica del casotto.
E se lo sguardo distratto sorvola, si coglie il tecnicolor di tutte queste ALTRE COSE appese, ma i giornali sembrano mancare. Eppure E' un'edicola!

Invece a cercarli ci sono. Coperti dal resto, ma ci sono.
Alcuni vengono pubblicizzati da locandine in bianco e nero, altre riviste hanno pubblicità a colori.
Mi soffermo su una di queste ultime, pare vecchia di un mese. Dallo sfondo bianco della prima pagina che parla di benessere egoistico - Myself - emerge la faccia sorridente di Julia Roberts. E' bellissima, radiosa; la bocca, i denti, la pelle perfetti: una vera diva. Sotto di lei uno dei titoli che troveremo trattati più squisitamente nell'interno del mensile: "Io mi piaccio così"...

Sottolineo i miei tre puntini di sospensione...
...

Mi sfugge un " 'Sti cazzi!", poco elegante. Ma ci sta tutto.
"Mi piaccio così come sono"... E vorrei vedere! Sei Julia Roberts mica Mariangela Fantozzi, amorevolmente detta dal padre, ragionier Ugo, "la babbuina"!

Ci starebbe anche un "vaffa", ma mi contengo, in fondo si tratta solo di un titolo di richiamo appoggiato sopra un'immagine, e magari la diva di Hollywood non l'ha mai dichiarato.
Perché, in fondo, dev'essere davvero difficile piacersi così come si è quando ci si guarda allo specchio e ci si trova riflessa l'immagine di Julia Roberts...

E allora, noi persone normali? Noi sì che abbiamo il diritto di gridarlo ai quattro venti se ce l'abbiamo fatta! Noi sì che meritiamo i titoli di un giornale se riusciamo a dirlo dopo aver scovato l'ennesimo rotolino di ciccia che deborda dai pantaloni a vita... alta!
Noi che non abbiamo restauratori prima del set e c'imbarchiamo in incontri decisivi per la nostra vita, magari sotto le luci farlocche dei supermercati. Noi sì che per continuare a sopravvivere dobbiamo farci forza e dirci continuamente che ci piacciamo così come siamo... Fatti male.
O forse fatti solo "normale". Come i miliardi di persone che girano per le strade del mondo e non sono divi di Hollywood.

Non compro i giornale per accertarmi da dove giunge la ferale dichiarazione, che se poi le mettono in bocca a lei mi parte l'embolo.

Torno a casa e mi guardo "Pretty Woman", giusto per girare il coltello nella piaga.


giovedì 22 dicembre 2011

AVULSIONE


cgi.ebay.it


Guardo la fattura del dentista che dice: "AVULSIONE DENTALE". Guardo nel Devoto-Oli 1990 e per AVULSIONE sostantivo femminile, trovo 1. Asportazione, estrazione per lo più chirurgica: l'a. di un molare....
Al di là dell'italiano bizzarro ma calzante usato come gergo fiscale, sorrido al significato terra terra del sostantivo: vuol dire che mi hanno cavato un dente.

E che dente! Uno misero che una volta fuori mi ha fatto pensare se ne era valsa la pena di farla tanto lunga. Niente radici chilometriche conficcate nella mascella immaginate nei miei incubi peggiori, niente tracce ematiche vampiresche. Solo un'enorme carie nascosta tra dente e dente che mostra l'orrenda faccia solo dopo l'estrazione. Anzi: dopo l'avulsione.

A dirla a voi non stavo niente bene mentre mi sdraiavo sulla poltrona: me la stavo facendo sotto dalla paura. Così, tanto per non saper come reagire, avevo programmato un pianterello e qualche mugolio senza riguardo alcuno per la mia dignità che stava per essere ferita più della mia mascella.
Ho dichiarata immediatamente la scomoda presenza della fifa nera e mi è stato chiesto di specificare di che cosa in effetti avessi paura. "Del dolore", la risposta non ha colto di sorpresa nessuno. Mi è stato solo detto: "Non ne sentirà". La paura non è passata ma la sudorazione è tornata a livelli compatibili con quelli della razza umana.

E così in effetti è stato, non ho sentito niente. Tanto che ho realizzato che tutto era finito solo quando ho visto che i lavori tra le mie fauci spalancate si interrompevano.
In giornata non ho amato nessuno come il mio dentista in mattinata.
Poi basta, perché l'amore mio è volubile ed è tornato lì dove deve stazionare.


mercoledì 21 dicembre 2011

GIUDIZIOSO DENTE


studiodentisticomanenti.it


Ci siamo, ci siamo! Si avvicina, serpeggia e alla fine colpirà.
A colpi di tortellini e bolliti, cotechini, lenticchie e purè, che lasceranno vittime nello stomaco e sui fianchi... Se scende fino al culo è la fine...
Lì, ha diritto di alloggio solo la Nutella e le sue superfici traslucide, spalmate sulle fette di pane toscano, con i buchi di lievitazione ENORMI.

Bisogna impegnarsi a contenere i danni. Magari con un digiuno preventivo. Ma non è detto che riesca. E soprattutto che serva.
Potrei ritrovarmi ugualmente sfasciato e provato dalle sedute al parlamento familiare.

Mah! Ma alla fine perché opporsi? Solo per il gusto di mostrare il lato B? Quello ribelle?
C'è chi lo ha fatto e lo conosco, ma non mi pare che si sia liberato delle nostalgie tipiche dei giorni della tradizione. Anzi. Quelle arrivano e ti tagliano le gambe anche se hai affermato di aver polpacci allenati alla corsa. Ti minano l'umore anche se prometti di spanciarti di risate ad agnostiche battute. Perché non c'è verso: nel sogno di questa vita che stiamo vivendo ad occhi aperti, c'è posto anche per il Natale.
A volte basta sedersi sulla riva e non opporre resistenza al passaggio dei giorni e delle ore delle allegrie calendariali.

A riportarmi alla familiarità con i giorni consacrati alla famiglia un BENEFICO MAL DI DENTI, esploso inatteso e senza preavviso.
Ecco perché programmo il brodo, il cotechino e il purè per il giorno di Natale: posso buttarmi sul morbido senza paura di fitte e dolori lancinanti, al posto delle carole cantate da Mariah Carey. (se guardate il video saltate la pubblicità!)
Ma anche senza cotechino andrà bene perché il dentista sarà domani al mio fianco. E siccome ha già previsto che si tratterà di un intervento DEFINITIVO per il dente in questione, il cotechino lo potrò condire con le noci. E pure i gusci.

Mi dicono che la carie al dente del giudizio è un segno, che devo ricercare il suo significato profondo, che si tratta di un nuovo messaggio dell'Universo che mi deve essere svelato. E questa lieve malattia - in francese maladie (le mal a dit) - deve essere accettata come un dono... Trattengo un benefico "vaffa" e mugolo di dolore.
Per ora mi ha solo insegnato ad accettare di assumere antidolorifici ed antinfiammatori che fin'ora ho fieramente rifiutato...

Ma se sbircio in un famoso libro di Louse H. Hay trovo che il dente del giudizio, ultimo dente a fuoriuscire ed a prendere posto nella bocca, è direttamente collegato nel pensiero new age alla crescita, all'autonomia dell'adulto, al distacco dalla famiglia. Senza andare fino in America da me si dice "quella persona ha messo giudizio" anche per significare una raggiunta maturità dopo le intemperanze della giovinezza.
In più. La sua carie deve portare ad analizzare oltre a questo anche il fatto che i denti rappresentano le decisioni.

Una mia insegnate m'invita a meditare sul significato della parola giudizio, che da il nome al dente che in realtà sarebbe il terzo molare, e che non sempre fuoriesce, e che pur non fuoriuscito può dare un bel po' di problemi.
Ma quale giudizio? Quello che uso come un'arma letale verso me e gli altri? Quello che ho paura di avere negativo dal resto del mondo?

Quindi? BOH!
Di certo c'è che domani, uno strappo e via, il giudizio col suo dente verrà sradicato.

E da qui alla vigilia del sabato sera, alla domenica pantagruelica, posso pensare di aver messo pace tra le ganasce.
Per le rivelazioni divine conto sui sogni. O sugli incubi alcolici post pasto.