Il cambiamento l'ho visto in tante cose ultimamente, soprattutto in me. Ma anche in giro per la campagna.
Su di me noto che ormai i peli delle sopracciglia hanno raggiunto lunghezze da pelliccia versione grande-soirée che vanno rastrellati e strappati come le erbaccie. Mi dicono dalla regia che è uno degli effetti dell'invecchiamento in noi maschietti. E non siamo ancora riusciti a farli diventare di moda.
Fuori invece noto che dalle rulle di foraggio siamo tornati ai mattoncini lego. Enormi ma mattonati. Niente più rulle da fotografare nella provincia di Siena, ma mattoni per costruire pareti pagliose, fragili ed instabili al calore.
Forse hanno scoperto che si impilano meglio le cose cubiche che quelle rotonde. L.O.L.
O forse la macchina per impacchettare il foraggio in torroni costa meno di quella per girelle.
Tutto può essere.
Ma come dicevo prima se i pelacci maledetti cambiano la geografia del mio viso, le cubicità di certe vedute cambia la fotografia en plein air nuovamente. Ci saranno tonnellate di cartoline da rifotografare e ridistribuire e quelle vecchie le mostreremo ai nostri nipoti dicendo: "Vedi? Un tempo il foraggio si rullava, non s'impacchettava".
Fino a che un altro scoprirà l'acqua calda della convenienza della rulla sul mattone e tutto ripartirà.
Ma anche allora son certo che pelacci sopracciliari e otorinici non saranno diventati di moda.
Sia benedetta la depilzero.