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sabato 10 dicembre 2011

SABATO


altromercato.it


Notizia di servizio: stasera mi manca Boston. Vorrei essere lì, sperando nella sua neve e nel suo freddo d'inverno. Ieri sera invece era Miami, le finestre fumé dell'hotel, e le notti insonni a veder sorgere un'alba scura. Domani non so, magari scoprono che i ricordi sono molecole chimiche intrappolate nel corpo, come tossine nel grasso corporeo. E' quindi meglio fare un'attività fisica garbata, altrimenti 'ste molecole si rimettono in circolo e non stai al massimo.
Fine.

Ora che ho raggiunto una lieve maturità, con la caduta dei sogni di bimbo, capisco meglio le parole di mia nonna che quarant'anni fa diceva: "Il Natale? E' solo un modo per far fare più soldi ai commercianti".
E lei era una commerciante. Aveva il polso della situazione.

Come dicevo qualche post fa per il prossimo NON benvenuto Natale, vorrei regalare a tutti quelli che mi hanno sempre creduto una brava persona il mio lato B...
Ma con l'aria che tira è meglio specificare che il lato B che intendevo io è il mio lato oscuro....
No, forse detto così va addirittura peggio.
Voglio far uscire da me, cioè, tutti il peggio che mi sta dentro. E ci sta, ci sta!

Così, oltre a dire: "Di nuovo qui, 'sta palla di festa?", voglio una patente di caccia per andare ad impallinare i babbi natale fuori dai balconi che non son pochi come si potrebbe invece immaginare in questa fine anno di new austerity.
E' pur vero che ognuno alla ringhiera sua ci attacca ciò che vuole!
Ma oggi, andando a far la spesa, un pelo caccio un urlo: alzando gli occhi ho visto uno vestito come il nonno di casa, camicia a quadri, pantaloni rossi sformati, a penzoloni fuori dal balcone... Oddio il nonno non ce la fa più con la minima!
Invece era il babbo natale versione country.
Povero Santa Claus: neppure più il diritto al giaccone rosso fuoco vogliono lasciargli 'sti cinesi produttori di tutte e chincaglierie del pianeta.
Già i piccoli presepi Inti Illimani non mi piacciono per niente: si tratta del presepe, mica di una rappresentazione teatrale del Piccolo dove le regole vengono stravolte a piacere del regista! Fare il Bambinello con il cappuccio d'alpaca mi pare davvero troppo!

Per quanto mi riguarda sarà Festa rigorosa in linea con la manovra Monti e non con la sfacciataggine di certi sfigati figuri eletti dal popolo che non voglio mollare un penny bucato. Alcuni strepitano offesi per il reato di lesa maestà, altri dicono che toccare i diritti acquisiti è pericoloso. Parlano con cognizione di causa? Perché a noi li hanno tolti quasi tutti, i diritti acquisiti, e non è successo nulla. Vergogna.


Breve incontro con Donato Carrisi, autore di thriller di successo, venuto a presentare anche in provincia, la sua ultima fatica letteraria sulla Penitenzieria Apostolica ed altro. Penitenzieria sconosciuta a me prima della lettura del romanzo ma che non ha nulla di misterioso, avendo anche un proprio sito internet.
Lo scopro alla conferenzina e mi fiondo in internet per scoprire che l'internet Vaticano non fa punto com, né ponti it, ma punto va. Sì, proprio: VA.

Oltre che un autore Carrisi risulta un simpatico show man. Intrattiene il pubblico con la proprietà di un uomo di spettacolo dosando parole comiche e d'effetto. Tiene la scena e lo ringrazio perché toglie la parola ad una conduttrice televisiva locale che urla e strepita fuori misura, convinta forse che con l'urlo il digitale terrestre lo si sintonizzi meglio.
E che come il grande capo 'StiCazzi, ordina applausi e invita gli astanti a comperare i libri del Carrisi durante le pause pubblicitarie. Fortunatamente Carrisi pare non averne bisogno e si ferma con garbo ad autografare le copie dei fans.

Prima di lui la scena è delle donne dell'associazione "Donne Di Carta" che: "non leggono non recitano, ma 'dicono' capolavori della letteratura, pagine, ... , mandate giù a memoria, come i personaggi raccontati da Bradbury in 'Fahrenheit 451' ".
Si presentano come il libro che hanno dentro e ce ne recitano a memoria qualche pagina. "Io sono 'Oceanomare' ", "Io sono 'La Recherche' ", "Io sono 'Il Sergente nella Neve' ".

Ho un brivido d'emozione. Come m'emozionano tutti quelli che amano la letteratura e lo dimostrano nei modi più personali.
Queste donne di più, perché si fanno libro esse stesse. Perché questi corpi/parola trasmettono col loro impegno un'urgenza, quasi una sensazione di pericolo, disperazione, protezione per uno dei capitali sommi della civiltà mondiale.
E' bellissimo sentirle dire quelle pagine. Anche quando la memoria o l'emozione fa perdere il filo.

Sono loro che danno il la perfetto per l'inizio dell'incontro che segue.