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martedì 6 marzo 2012

EVENTUALI


fotomiafattadame


Come altre volte mi fermo davanti al computer e penso: "Sarebbe il caso di postare...".
Ma a prescindere dalla buona volontà e del tempo a disposizione potrebbero mancare le idee.
Questo sarebbe il vero fatto grave. E non è detto che non ci si arrivi.

Mi guardo in giro e cerco spunto dai miei libri. Ma a parte il fatto che non ho molto da dire al riguardo, quello che mi ispira di loro alla fine lo metto giù su Anobii.com, sono sempre impantanato su un tomo di quasi 800 pagine. Finalmente ne vedo la riva opposta. E' a pochi colpi di remo e non è detto che non riesca ad attraccare nelle prossime ore. Poi c'è una lista di libri in attesa praticamente infinita e che lievita come la pasta madre... Ma quella maledetta, la pasta madre, non l'avevo fatta fuori dopo il terzo viaggio in aereo?
Il tomo da traghettare è uno scritto oscuro, doloroso, esaltazione della negazione della realtà, bellissimo a tratti, inutilmente lungo in altri. Un fiume in piena di parole su più pian temporali e assenza di conversazioni: i personaggi non parlano, narrano per capitoli mai interrotti, le questioni vengono sviscerate per pagine per arrivare alla radice del dolore dell'autore e cercare di isolarla e devitalizzarla. Un bravo a Grossman. Ma anche a me.

Penso allora alla mia giornata e ritengo che non sia avvenuto molto di importante, da raccontare. Tranne una rapina a mano armata subita nel pomeriggio dai signori da me convocati a registrare la chiusura di una finestra che aveva fatto entrare freddo per tutta la stagione polare appena conclusa - conclusa? - che se ne sono andati via col malloppo di 30-eurini-30 per un lavoretto di 5-minutini-5.
Ma si sa: dobbiamo tutti campare. Fattura, grazie.

Frugo nella mia vita e anche lì non mi pare che si siano create eco così persistenti da poterle narrare con dovizia di particolari, tali da ricevere l'interesse del lettore.
Allora sposto l'attenzione sul piano della vita nazionale; lì c'è di buono che Marco Travaglio, sullo spunto della morte di Lucio Dalla, ha fatto un bell'articolo per spingere la classe politica italiana a prendersi la responsabilità di rappresentare anche quella percentuale di elettori che vivono storie di un amore "sbagliato" e di far finalmente arrivare alla discussione in aula una legge decente per regolarizzare le coppie di fatto, magari anche quelle dello stesso sesso... Altrimenti si muore all'improvviso, senza aver stilato un testamento ricattatorio che i parenti siano costretti a rispettare e... Chi resta non ha diritto neppure a rimanere nella casa dove si è abitato e diviso una vita.
Dall'estero un servizio fotografico - una galleria degli orrori - riguardante un libro fotografico che ha riunito scatti di volti e corpi rimaneggiati dal chirurgo: non ci dicono il perché degli interventi. Ma pur avendo fatto assumere ai trasformisti pose classiche, quasi copie di dipinti rinascimentali, il risultato sotto gli occhi di tutti dimostra che la bellezza resta quella classica, quella donata più da madre natura che dalla ferocia dell'uomo.
M'incanto sempre a vedere quello che la parola "bellezza" può significare per gli altri. E per questo mi domando dopo aver visto il film "Histeria": la nuova faccia di Rupert Everett che ricorda a malapena quella precedente, a cos'è dovuta? E' stata una scelta libera o la costrizione di una malattia? Sarà altresì costretto a indossare quella barba per sempre?

Infine un rapido pensiero a chi parte per un po'. Non a lungo. Ma parte. Spero di riceverne comunque i commenti sagaci e le opinioni da lontano. Bon Voyage.

Passo e chiudo.

domenica 26 febbraio 2012

IO, LA CANA, I LIBRI


fatta io



Questa è la casa strana, di uno strano proprietario.

Qui l'acqua della doccia è più calda se nel pannello solare è a 36 gradi piuttosto che a 39...

I gatti educatissimi, da un momento all'altro, fanno cacca e pipì sui tappeti, per la sola gioia delle lavanderie e senza fornire spiegazione alcuna...

Poi è una casa strana perché se si acquistano fiori per un'altra casa si finisce per lasciarli qui a ricordo di sé. L'importante è resistere a non fare ai fiori quello che si vorrebbe fare a chi li ha lasciati...

Poi cos'altro?

Poco a dir la verità. In questa prolungata fine di febbraio dalle temperature balenghe, ho ripreso, finalmente, a camminare con un certo impegno, visto che salire e scendere le scale del palazzo mi provocava dolori diffusi, manco avessi scalato l'Epire State Building. In attesa di un corso di step, in puro stile Jane Fonda, voglio quella tuta di lycra!!!!!!!, mi consolo camminando.

Oggi ho portato con me la cana che abita due piani sotto. La poverina si è sorbita la cavalcata di un'ora in stoico silenzio, senza opporre resistenza alcuna, stando invero al passo con agilità. Anche se lei ha quattro gambe e io solo due, tra me e lei c'è un buon metro di differenza nella falcata. Da questa passeggiata nei boschi, fatta di deviazioni mai affrontate prima, silenzi vasti e gradevoli, ho riportato la seguente informazione: sono già sbocciate le viole mammole nelle radure. EWWIWA!!!!
La conferma che la stagione del freddo sta passando, lentamente, me la da anche Madre Natura.
E' tempo, quindi, di piantare il basilico. Need fresh pesto sauce?

Strano è che ieri pomeriggio, percorrendo la Val Di Chiana ammiravo la persistenza di alcuni giganteschi cumuli di neve ai bordi della strada, mentre oggi in un'altra valle trovo le viole... E' proprio vero che basta girare la testa per vedere il mondo in maniera diversa.

Per sempio: ho iniziato a leggere un bel tomo di Grossman solo perché mi piacevano titolo ("A un cerbiatto somiglia il mio amore") e la foto di copertina (profili greco e riccioluto). Bene, dalle prime pagine ho capito di essermi impelagato in un'opera ciclopica, scritta con punteggiatura quasi inesistente, fitta fitta di parole da far venire l'ansia. E la domanda è: quando lo finirò?

Dopo averci letto in mezzo un altro paio di libri, parcheggiavo il tomo senza sensi di colpa, ora mi pare che scorra tutto a meraviglia e pure rimanendo un'opera di un certo impegno per un lettore come me, penso di potercela fare.
Bastava quindi solo un po' di distacco, mettere tra me e l'ansia che il tomo procurava, una discreta alternanza e lasciare che le pagine lette sedimentassero con calma.

Nel caso in cui mi si ripresentasse l'ansia del lettore inadeguato, ho già pronto un Malvadi-novità ad allentar le tensioni...


domenica 19 febbraio 2012

BILIZZARD


ebci.it


Cumuli di neve. Di ritorno dal Nord Europa, cumuli di neve appoggiati, a schiacciare i bordi delle strade. A significare che il clima se non è cambiato, per lo meno è ruotato... Una volta tutto al nord, adesso tutto in quella fascia che pareva intoccabile dalla metereologia legata al bizzard... Domani chissà.

Blizzard, che termine. Mi ricorda un libro che acquistai al Club Degli Editori, dove i libri con copertina rigida costavano un po' di meno rispetto alla libreria e grazie alla formula del libro da acquistare obbligatoriamente almeno ogni tre mesi, costringeva i genitori a cedere alle voglie di acquisto del figlio lettore, almeno una volta a stagione...
Per non parlare dell'offerta d'ingresso di quattro libri a novemilanovecento lire, tutti e quattro. Che tra iscrizioni e cancellazioni mi permise di infoltire la mia magra biblioteca a poco prezzo...

Si chiamava "Bilzzard, il tifone bianco" e parlava di una tempesta perfetta che metteva a terra tutto il sistema Stati Uniti d'America. Mi piacque e fu solo il secondo acquisto di una lunga serie di libri che ancora conservo, anche se non hanno quasi più la sovraccoperta colorata e illustrata. Una serie che comprendeva anche la prima pubblicazione di "Shining" di Stephen King, quando in Italia si intitolava ancora "Una Splendida Festa Di Morte" e del film non si sapeva nulla. Titolino niente male per rassicurare la nonna che da sempre non vedeva di buon occhio tutte le mie letture: "Non ti faranno male, tutti quei libri"?

Male alla testa pensava. Al mio pensiero instabile. Ai miei nervi a fior di pelle, quando ancora non capivo e nessuno capiva che il problema era un altro, e riguardava i miei amori futuri, non la lettura.

Poi c'era l'altro club di lettura, che si specializzava in titoli classici, non sulle novità, con edizioni decisamente più austere, spesso immagini in bianco e nero e introduzioni firmatissime... Ci trovavi Levi, Pasolini, Hemingway. Era il Club Dei Lettori???... Non ricordo, ma ero iscritto anche a quello per i fantastici quattro a poco prezzo.

Ed ora, ho gogoolato "club degli editori", ho scoperto che ne esiste una versione on line. Uguale a quella di prima perché ha un'offerta d'ingresso a tre euro per tre libri... La rivista del Club si chiama sempre Notizie Letterarie, come prima. Incredibile. Dal cartaceo all'internet senza passare dal via.

Insomma, ancora ieri passando per la strada che costeggia la Val Di Chiana nel lato Est, quello dove sta appoggiata, anzi "seduta regalmente" Cortona, la quantità di neve a distanza di una settimana dalla nevicata faceva impressione. Non esagero a dire che in alcuni punti arrivava quasi a coprire per intero le paline delle fermate degli autobus.
Oggi sarà di meno. Le temperature sono decisamente più alte. E la pioggerellina di stamani ha pulito l'aria dalla polvere. Non se ne poteva più.
Perché la neve, subito da un'idea di nettezza, lindore.
Poi diventa sporca per tutta la polvere e le schifezze che ci scarichiamo sopra.
Poi lascia polvere a non finire, anche grazie al sale e alla ghiaia che ci viene scaricata sopra per consentirci di non pattinare ad ogni passo.
Allora serve la pioggia per far colare tutto nei tombini. Ma con calma. Quella poca neve in campagna deve essere ancora assorbita dal terreno lentamente. Per durare di più.