mercoledì 11 gennaio 2012

HIROSHIMA



miafattadame


"En me promenant dans les rues de cette ville de province, je pensai que la dignité japonaise trouvait ici son illustration la plus frappante. Rien, absolument rien, ne suggérait une ville martyre. Il me sembla que, dans n'importe quelle autre pays, une monstruosité de cette ampleur eût été exploitée jusqu'à la lie. Le capital de victimisation, trésor national de tant de peuples, n'existe pas à Hiroshima."

A. Nothomb
"Ni d'Eve Ni d'Adam"
Le Livre De Poche

lunedì 9 gennaio 2012

SOTTOFONDO


mia fatta da me


La natura è di per sé silenziosa.

Sono gli uomini ad aver creato il rumore.

Me ne accorgo in questo giardino, vedendo tutta la vita attiva che mi si muove attorno senza emettere alcun rumore invadente.
Parlo di uccelli al lavoro sul terreno arato, cani al pascolo, vento a scorrere che se io non ci buttassi l'occhio non mi accorgerei del loro passaggio, del loro esserci. E non mi distrarrebbero minimamente dalla lettura del ponderoso volume di autoanalisi che mi sto 'sussando'. Volume che non approvo e godo completamente, ma di cui capisco la necessità della catarsi dello scriverlo.

Il rumore invece viene dall'uomo che richiama il cane, che si lamenta del vento, che conversa con tono alto e strozzato anche quando corre e si allena. "Arf arf... Ti dicevo... Arf arf". Dalle auto lontane con i loro male/benedetti motori, dagli aerei e dai treni che trasportano.

E finisce lo pace.

Anzi, si crea una pace diversa. Nella quale per non far troppo il cacacazzi, faccio rientrare pure il rumore emesso/prodotto da quest'insieme di sensazioni che è l'essere umano prevaricatore, che mai si adatta, ma pretende di adattare.

E per chi avesse da obiettare che pure i vulcani che eruttano fanno rumore, come le cascate cadendo o i fulmini toccando terra, bene a costoro ricordo che i fenomeni testé elencati son fenomeni saltuari e rari rispetto alla grandezza del mondo.

E a dimostrazione di questo li invito a tacere, porsi in ascolto e solo dopo descrivere ad alta voce che tipo di rumori percepiscano. Ben pochi saranno rumori naturali, la maggior parte son rotture di... timpani umane.

sabato 31 dicembre 2011

ULTIMO POST DELL'ANNO



coserosse.org

Buone notizie: E' NATA una nuova isola nel Mar Rosso.
Non ha ancora un nome, alcuni dicono che non lo avrà mai, e non si sa per quanto rimarrà a fare bella mostra di sé prima di scomparire tra i flutti. Ma intanto è nata. Il lieto evento è stato annunciato dalla NASA grazie ai satelliti sguinzagliati nello spazio a guardare giù: loro sanno tutto!!!

Mi fa star bene, mi dice di un pianeta giovane, vitale, ancora in movimento e forse è quello che ci vuole per arrivare alla fine dell'anno con un briciolo di ottimismo.


Altra buona notizia: ad ora posso affermare che quest'anno c'è stata una drastica diminuzione degli SMS a catena di Sant'Antonio - quelli impersonali, tutti uguali, che venivano spediti a raffica subito prima della notte Santa o la fine dell'anno - e che tanto mi avevano fatto inveire il Natale scorso, per la loro sciocca inutilità e certa capacità di far perdere tempo. Più che la potenza del Blog e tutte le mie invettive al riguardo, poté il fiato corto della crisi economica? O forse non ho più tanti amici dopo quel post natalizio?

Il mio lato B. dichiara che gli va bene anche così. SAVASANSDIRE.


Ultima buona notizia: siamo finalmente arrivati a mostrare il luogo a cui sono destinate le supposte nelle pubblicità TV.
Ci mancava, mi mancava, è un atto di civiltà che ci tocca tutti. Certamente uno degli ultimi interventi legislativi di un qualche Ministro delle Pari Opportunità
.
E che è! Abbiamo visto per anni dove s'inseriscono le pillole, dove sciacquavano i collutori, dove lucidavano gli spazzolini, dove s'intrufolavano i cotton fioc, dove andavano spruzzate le acque marine, dove si versavano le gocce di collirio;
potevamo NON mostrare che lato del corpo si arrende alla supposta?
Sì.
Invece ci hanno voluto deliziare con quell'immagine trasparente del fondoschiena, con il medicinale ben evidenziato che s'infila dritto, verticale come un razzo, sù per le vie ombrose giammai avant'ieri mostrate.

Ed ora che sono davvero più contento, mi accingo ad auguravi un felice 2012. Per quel che mi riguarda... impossibile che non sia meglio di questo agli sgoccioli.



venerdì 30 dicembre 2011

CARLO ALBERTO


coopserena.org


Il papà orgoglioso, ma anche un po' stizzito, incita il figlioletto a sbrigarsi attraversando la strada: "Dai muoviti, CARLO ALBERTO!"....

Dal dentista in sala d'attesa mi sorbisco le chiacchiere di saggezza basica della receptionist. La giovane cliente - idiota - dice che per una telefonata ricevuta dallo stesso studio dentistico durante un compito di mat., ha avuto una nota dal professore. Mannaggia... Tutti al bancone risultano concordi nel condannare chi ha fatto la chiamata in un momento inadeguato.
E non l'idiota che non aveva spento il cellulare in classe.

Sempre dalla receptionist alcuni consigli per superare la crisi, che è mondiale e quindi poco imputabile alla conduzione dell'amministrazione pubblica fin qui.
Non pagare le tasse.

Poi sono passato dalla banca che non da mutui a chi ne ha bisogno e da quella che te li da solo dopo averti fatto fare un discreto scoperto di conto di pari importo...

Insomma, mi ripeto: ma in che mondo vivo?
Meno male che tra un po' finisce.


lunedì 26 dicembre 2011

RICHIESTA VATICINI


blog.libero.it


Forse chi è esperto in lettura di significati reconditi mi può aiutare a risolvere il mistero. O a capire, FINALMENTE e più o meno PRONTAMENTE, qual'è il significato, quale messaggio vuole comunicare l'Universo quando tutto quello che riguarda l'elettricità va a puttane.
Va bene anche chi sa leggere i fondi delle tazzine, vaticinare il volo delle rondini o interpretare i capezzoli come Solange.

Perché non può essere un caso che sotto Natale manchi la... LUCE...

Vado a prendere l'auto e la batteria.... MORTA. Senza motivo apparente: luci spente, luci di lettura spente, sportelli chiusi. La batteria ha pochi mesi di vita e la macchina sta al coperto, quindi non ci sono fattori atmosferici ad aumentare lo sculo. Risultato: appiedato per tre giorni, ammesso che domani trovi un elettrauto disponibile.

Stasera salta il tappo di una bottiglia di vino posta sulla rastrelliera con le altre bottiglie di vino chiuse: il fiume rosso sommerge una ciabatta a cui è attaccato l'unico televisore nuovo di casa e fa saltare la corrente, che riesco a ripristinare solo dopo un'ora di straccio e bestemmie... A proposito: non fatevi venire in mente una qualsiasi emergenza tecnica nei giorni di festa che potete morire in attesa che qualche tecnico vi risponda al telefono. Fancù!

Ora. Siccome credo che nulla avvenga per caso, chiedo: che mi vuole dire l'Universo? Cosa devo staccare? Quali contatti non funzionano più?

Si accettano tutte le ipotesi.
Grazie.

sabato 24 dicembre 2011

HER NAME IS MELINDA





BUON NATALE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


MI PIACCIO COSI' COME SONO


risposte.guidaconsumatore.com

Mi guardo in giro all'edicola:
trovo che l'offerta ormai sia debordante.
Tra le varie copertine cartonate di DVD/BLU RAY, i cumuli di volumi di enciclopedie, libri illeggibili con copertine che opporranno una fiera resistenza all'apertura, i CD di classica o new age, fuoriesce la faccia dell'edicolante, che immagino debba avere una laurea in logistica dei materiali inerti. Se esiste. La laurea...
Cerca di sorridere e ci riesce.
Chiedo "La Settimana Enigmistica" e mi consolo vedendo che continuano a pubblicarla e non è cambiata di molto dall'ultima volta che l'ho acquistata.
Quel pezzo di immutabile storia dell'editoria tra le mani trasmette sicurezza.

Ma sono curioso e continuo a guardare in giro: con tutto 'sta roba appesa l'edicola sembra una cosa gonfia, ballonzolante, poderosamente stracarica. I materiali amorfi fanno ormai parte della struttura metallica del casotto.
E se lo sguardo distratto sorvola, si coglie il tecnicolor di tutte queste ALTRE COSE appese, ma i giornali sembrano mancare. Eppure E' un'edicola!

Invece a cercarli ci sono. Coperti dal resto, ma ci sono.
Alcuni vengono pubblicizzati da locandine in bianco e nero, altre riviste hanno pubblicità a colori.
Mi soffermo su una di queste ultime, pare vecchia di un mese. Dallo sfondo bianco della prima pagina che parla di benessere egoistico - Myself - emerge la faccia sorridente di Julia Roberts. E' bellissima, radiosa; la bocca, i denti, la pelle perfetti: una vera diva. Sotto di lei uno dei titoli che troveremo trattati più squisitamente nell'interno del mensile: "Io mi piaccio così"...

Sottolineo i miei tre puntini di sospensione...
...

Mi sfugge un " 'Sti cazzi!", poco elegante. Ma ci sta tutto.
"Mi piaccio così come sono"... E vorrei vedere! Sei Julia Roberts mica Mariangela Fantozzi, amorevolmente detta dal padre, ragionier Ugo, "la babbuina"!

Ci starebbe anche un "vaffa", ma mi contengo, in fondo si tratta solo di un titolo di richiamo appoggiato sopra un'immagine, e magari la diva di Hollywood non l'ha mai dichiarato.
Perché, in fondo, dev'essere davvero difficile piacersi così come si è quando ci si guarda allo specchio e ci si trova riflessa l'immagine di Julia Roberts...

E allora, noi persone normali? Noi sì che abbiamo il diritto di gridarlo ai quattro venti se ce l'abbiamo fatta! Noi sì che meritiamo i titoli di un giornale se riusciamo a dirlo dopo aver scovato l'ennesimo rotolino di ciccia che deborda dai pantaloni a vita... alta!
Noi che non abbiamo restauratori prima del set e c'imbarchiamo in incontri decisivi per la nostra vita, magari sotto le luci farlocche dei supermercati. Noi sì che per continuare a sopravvivere dobbiamo farci forza e dirci continuamente che ci piacciamo così come siamo... Fatti male.
O forse fatti solo "normale". Come i miliardi di persone che girano per le strade del mondo e non sono divi di Hollywood.

Non compro i giornale per accertarmi da dove giunge la ferale dichiarazione, che se poi le mettono in bocca a lei mi parte l'embolo.

Torno a casa e mi guardo "Pretty Woman", giusto per girare il coltello nella piaga.