martedì 19 aprile 2011

DELIRIO POMERIDIANO




A parte il 730 tutto bene.
C'è il sole, poco rumore, tra poco parto per l'Isola Granda, ora esco e faccio due passi... Se non fosse che da stamani dimentico le cose come un rinco qualunque, va tutto bene.

Palle! Prima della passeggiata devo riuscire a mettermi in contatto con la commercialista per portarle i tre, ripeto 3, modelli C.U.D. che quest'anno devo produrre e poi mi metto in fuga. Scappo più che altro perché tre modelli C.U.D. corrispondono a quattro pagine l'uno per due copie, una per me una per lo Stato; per un totale di 24 bei fogli di carta da buttare al cesso. Se fossi un attivista di qualche linea verde particolarmente incazzata m'inseguirei solo per questo.

Non è che va male, respiro, focalizzo, immagino. No, la testa riparte per conto suo.
Respiro, respiro, focalizzo...
Va meglio ma ancora ci devo lavorare.

Va bene, va bene: ci sono cose che vanno benissimo. Esempio: ieri sono arrivato alla tecnologia digitale DIVX grazie ai consigli di amici e un po' alle insistenze di tutto il mondo. Sono contento della scelta - il prezzo della macchina da riproduzione era così basso per una qualità così alta che... - ma adesso devo organizzarmi con i dischi da "bruciare". Ho un po' di films da passare su disco. E stamani sono stato alla Coop ma mica ci ho pensato? NO.
Vedi che sono... Confuso? Distratto? Stanchino?
Bene, ci torno oggi dopo la passeggiata perché ho voglia di mettere in funzione la macchina.

Ieri sera ho finito con fatica di vedere il film Oscar "Black Swan" per capire se valeva la pena salvarlo oppure no. La risposta è NO. Niente di più barboso ha molestato la mia serata da tempo immemore. Un film fisico, esposto, che rimane in testa per la crudezza del dolore inferto al corpo, per il sangue in bella mostra. Nessuna ferita, trauma, sutura, urto, strappo ci viene risparmiato. Anche la seduta del chiropratico la fanno diventare invasiva e oscena. La protagonista è da Oscar? Possibile, il film no.
E qui sorge la domandina bastarda: é possibile che da una tal barba riesca a nascere un'interpretazione da Oscar? Ma tant'è. La Natalie Portman se l'è preso, l'ha infilato nella sporta, l'ha faxato all'agente che da ora in poi è autorizzato a chiedere cachet esorbitanti per ogni suo film, ed in fine l'ha messo a prender polvere insieme alle tazze da tè del servito buono nel salone.
Ma scusa, perché questa cosa va annoverata tra le cose che "vanno bene"? Perché era una cosa lasciata a metà ed ogni cosa conclusa è un peso in meno.

Poi cos'altro va bene?
Il gatto ha ripreso vita e finalmente esce nel parcheggio anche se con un andatura da nonno micio.
I "Manuale delle Giovani Marmotte" che ho acquistato su e-bay è arrivato integro insieme a quello di Paperinik.
La spedizione domenicale al mercatino di beneficenza ha portato in biblioteca 5 libri praticamente nuovi per soli venti euro.
C'è chi è più sclerato di me dal desiderio di verde e giardini, e se ne costruisce pure uno in macchina. Vedi foto e consolati Mel.
La terza lettura de "The Secret" mi soddisfa assai.

E basta.

Perché poi inizio a scrivere questo post ma nel blog di Ignominia e non nel mio. Ritorna indietro, fai copia/incolla, cancella.
Poi ho scritto sul mio e ho pubblicato la bozza che era una bozzissima, cioè ben lontana dal risultato pubblicabile. Manco il tasto giusto riesco a schiacciare... I commentatori attenti mi fanno giustamente notare che quanto pubblicato rassomigliava parecchio al vaneggiamento di uno schizofrenico. Fai copia/incolla, cancella, crea bozza.
Nel frattempo ho dimenticato di andare a ritirare i formaggi prenotati stamani che spero non mi abbiano venduto, altrimenti in Sicilia porto il gruyere e mi tocca spacciarlo per pecorino toscano. E di accendere il forno dove lievita la focaccia da troppo tempo e ormai, invece di farsi cuocere, vive di vita propria. Per cuocerla devo riacciuffarla.
Poi, per mancanza di concentrazione, non son riuscito a leggere neppure due pagine mentre mi ero riproposto di farlo per almeno un'ora. E di ripartire con le lezioni di francese. E questo mi porterà a partire con un carico di libri insopportabile... Va be', tanto vado in macchina.

Altro? Certo che c'è altro. Ce n'è, ce n'è! Ma me lo tengo per me. Altrimenti chiamate la neuro deliri.
Io vado a letto, sperando che il reset del sonno serva a farmi vedere la vita in maniera più serena e lucida domattina.
InboccaallupoMel.

SFUGGITO DI MANO

Nel post che mi è scappato volevo metter bene in chiaro che in questo periodo soffro di una evidente forma di rincoglionimento.
Infatti invece di salvare ho pubblicato.
Tolgo di torno e ripenso all'argomento.
Poi, forse, pubblico in versione definitiva.

PS: non mi sono dato all'alcool....

mercoledì 13 aprile 2011

CENTRO STORICO

La mandria di scolari, anche piuttosto educati oserei dire, si srotola disunita. Evita altre mandrie. Le sorpassa. Si piazza al comando e rallenta, bascula, arranca di fronte all'erta.

"Perciò l'Arezzo (squadra di calcio) va forte professo' (sta in C 1) : con tutte 'ste salite...".
Dice il bamboccio con bianchi occhiali da sole, capello a semi-cresta nord meridionale, circondato da due giovani pulzelle adoranti strizzate in jeans elasticizzati.
Insieme devono essere i più belli della classe. O almeno lo credono.

Non gli stemmi medicei lo colpiscono, non le guglie ardite e posticce del Duomo. Non le case improbabili dove nacquero poeti patrii. Ma le scoscese strade del centro.

Sempre meglio di niente. Nella geografia post-elementare di quella mente semplice, magari Arezzo non ha una precisa collocazione. Ma l'Arezzo A.C. un posto in classifica sì.


Inviato da iPhone di Melinda

domenica 10 aprile 2011

MIO MARE

Del mare mi colpisce sempre l'odore, prima del rumore e del ricordo.

Fin dal parcheggio, da dove il mare non si vede, c'è la certezza della sua presenza per l'aria che cambia. Diventa frizzante anche nei giorni di afa. In fondo la "frizzantezza" è un odore. Allora sbatto il bagagliaio dell'auto colto da repentina fretta che mi fa trangugiare anche il caffè, non riuscendo a capire perché debba ancora aspettare prima di incontrarlo.

È l'odore dei giorni in cui si arrivava all'alba di fronte alla casa che avremmo occupato anche per un mese intero di vacanza. Seppur rigorosamente lontano dalla spiaggia per spendere di meno, l'alloggio non riusciva a camuffare la presenza dell'imponente massa d'acqua in attesa e in movimento. In attesa e in movimento.

Poi mi colpisce il rumore. Meglio se c'è vento. Ogni altro suono viene spazzato via per lasciar posto al richiamo delle spume, dei gorghi, delle paure che mi spingono a sedermi ed ammirarlo, come se quella massa potesse finirmi tutta quanta addosso.
Resta passeggiando, invece, lo scricchiolio delle conchiglie a tappeto sotto le scarpe. Il vento che passa tra un tirante di una vela. E quello che immagini si intrufoli tra i pali delle piattaforme di estrazione al largo.

Infine la solitudine che il mare m'ispira. Possono esserci persone, amici, amori al mio fianco. Ma prima di tutto c'è lui con me.
Io mi lascio catturare. Certo che non ne soffrirò, anzi continuerò a chiedermi perché non mi trasferisco qui.
Se ricordo mia madre serena è qui, lontana dalla catastrofica convivenza giornaliera cittadina.
E proprio qui vivevo più libero che altrove. Libero dalle aspettative altrui, di essere un po' più come volevo, di osare esprimere quello che mi piaceva.

Di questa magia è fatto il mio mare.

Inviato da iPhone di Melinda

venerdì 8 aprile 2011

TWO vs ONE


Se è vero che la vita da single è MOLTO più comoda della vita con/divisa, -

da single puoi decidere in autonomia il punto di cottura della pasta,
non devi discutere con nessuno su quale programma tv guardare o quale dvd inserire nel lettore,
sei autorizzato a fare tutte le puzze che vuoi sotto le coperte senza dover discutere e/o negare di esserne l'autore,
puoi passare la notte russando fino a prosciugarti la gola senza doverti sorbire il rimbotto mattutino,
hai la possibilità di leggere sempre per primo il giornale e non ti dovrai accontentare di una copia sgualcita da precedente lettura,
puoi far mangiare il criceto al gatto ed inventare che è morto d'infarto sulla ruota,
etc. etc. etc. -

ci sono alcune cose che è ESSENZIALE fare in coppia.

Come per esempio quando sei in cima alla scala per controllare la chiusura superiore di una finestra, ed hai bisogno che qualcuno muova il meccanismo di blocco che, naturalmente, sta a livello del pavimento. Le braccia non arrivano laggiù, paletti appositi per la cosa non ci sono.
Ed allora sei costretto a rinunciare al controllo e tenerti lo spiffero fino all'arrivo del tecnico.
O invitare qualcuno a cena o stabilmente a vivere con te.

C'è dell'altro, lo so.
Di molto più importante del semplice tirare o spingere la maniglia per decidere che in "two is megl che one".

Ma le grandi illuminazioni arrivano di fronte alle banalità.
Buddha non capì parecchio grazie ad una semplice ciotola di legno?

lunedì 4 aprile 2011

VARIABILI DEL WEEK END




Simona Ventura si lancia dall'elicottero e lascia i fans con il fiato sospeso. Pericoloso?
Davvero tanto.
Più pericoloso, in my opinion, apparire senza trucco con la faccia appomellata. Era diversa prima. Tanto. Se questa è la crudeltà del mondo dello spettacolo, mi immagino quella del mondo reale.

Tutto ciò, la sua partenza per l'Honduras, non sfugge praticamente a nessun giornale. Bene.
Anche on-line. Bene.

Peccato che per saper qualcosa di quello che ancora accade in Giappone, se voglio che le notizie in arrivo da lì siano trattate con l'attenzione che meritano, se cerco approfondimenti devo trasferirmi nelle reti tv francesi. O di altri paesi che però io non frequento più di troppo. Sia benedetto il digitale terrestre per questo. E i francesi, che saranno quello che saranno, ancora hanno una stampa che si può fregare di quel nome.
Invasi da un esercito non sappiamo quanto numeroso, di immigrati clandestini che non sappiamo gestire e contenere, "Equandomai!", con la Libia che impone alla nostrana diplomazia degli slalom degni di Thoeni Gustav, con la terza carica dello Stato mandata a stendere da un signor ministro della Repubblica, perché occuparci di quello che giorno dopo giorno diventa il disastro nucleare del secolo?
Ce lo siamo già procurato a soli 11 anni dal suo inizio... Che velocità.

Sbuffo e vado su altro.

Dribblo la Libia, il Giappone, i miei Stati confusionali personali e mi immergo nella ceramica color arancio scoperta da poco e già acquistata. Addirittura già regalata. Il colore dona uno stato di grazia a quel materiale dall'aspetto solido di colonna. Lo alleggerisce donandogli la trasparenza dei tessuti volatili.
Acquisto l'ultimo pezzo della serie insieme ad amici apparsi improvvisamente a dare un senso ad una domenica passata a scappare in macchina e a chiedersi perché e a tornare indietro chiedendosi perché.
Perché basta avere le idee chiare nella vita... Io non le ho a quanto pare. Ma sono fortunato ad avere degli amici che riempiono gli spazi lasciati liberi dalle fughe improvvise della ragione.

Con loro mi dirigo verso la Libbia, il passo che mette in comunicazione la Val Tiberina, Anghiari, con il Casentino e a scendere Arezzo.
Lassù, sul cucuzzolo dalle reminescenze nord africane, il ristorante con uno dei migliori piatti di agnello fritto che il mio palato ricordi. E sì che frequentando tutto quel Medio Oriente di agnello ne dovrei aver sopra i capelli. Ogni tanto si torna per ricordarne i sapori, non avendo cuore di affrontare la frittura in casa. L'odore che ne resta è sempre pestilenziale.

E' quanto meno politicamente scorretto parlare di piatti di agnello con la sanguinaria Pasqua alle porte. Quindi eviterò di dilungarmi.



UFFA


Pochi giorni fa, all'immancabile lezione di yoga, una cara amica dichiarava l'arrivo di 500 tunisini da Lampedusa, raccolti sotto un tendone in uno spiazzo solitamente adibito a circo. I commenti si sono sprecati. Anche le ansie.

Oggi un giornale cittadino dichiara l'arrivo di 50 immigrati da Lampedusa, accolti in strutture della chiesa.

E' solo una questione di zeri. E di spazi.